venerdì 12 agosto 2011

Campetti di specialità 2009

3 maggio 2009
 
Il 28 e 29 Marzo tre elementi del nostro reparto sono partiti per i campetti regionali di specialità presso l’abbazia di Casamari,vicino Frosinone.Siamo stati più di 200 scout venuti da tutto il Lazio. Abbiamo imparato tutti nuove cose che ci serviranno per prendere una specialità. A seguire ci sarà una piccola relazione di tutti quelli che hanno partecipato ai campetti regionali.
Francesco P.

Campetto di Maestro dei nodi (ex pennese)
Il campetto di specialità è stato fantastico. All’inizio eravamo più di 200 e ci siamo conosciuti facendo ban o altri giochi che non conoscevo. Poi quando sono arrivati tutti ci siamo divisi e sono andato,insieme ad altri 20 scout in un bosco e abbiamo costruito tre rifugi di emergenza per dormire. La sera abbiamo fatto un fuoco e abbiamo mangiato tutti insieme. La sera è stato molto difficile dormire poiché tutti i teloni del rifugio erano bucati e verso mezzanotte ha cominciato a piovere.La mattina, dopo aver fatto colazione e aveva appena finito di piovere siamo andati a smontare i rifugi. All’ora di pranzo visto che era il mio compleanno i capi campetto mi hanno fatto una salciccia con una candelina sopra. Dopo la messa ci sono riuniti i campetti e ci hanno consegnato un segnalibro e un bottone da cinta. Alla fine ho salutato tutti i miei amici del campetto e insieme a Giulia e a Chiara siamo tornati casa.
Francesco P.

Campetto di Campeggiatore
Quando siamo arrivati al punto indicatoci dal foglio con le indicazioni, ci siamo registrati. Dopo la registrazione, ci hanno fatto attendere in un parco giochi. Poco dopo ci hanno fatto scendere per una stradina che conduceva a una piazza.
Dopo averci fatto posare gli zaini sotto un portico ci hanno mandato a un cerchio dove abbiamo imparato nuovi bans.
Nel frattempo ha cominciato a piovere. Quando sono arrivati tutti ci hanno mandato nei sottocampi. Il nostro era in una pineta.
Appena arrivati, ci siamo conosciuti, ci hanno diviso in pattuglie miste e abbiamo fatto legna. Dopo aver raccolto qualche ramo ci hanno chiamato e ci hanno spiegato come si faceva un rifugio di emergenza. Abbiamo continuato a fare legna e poi abbiamo costruito un piccolo rifugio.
A cena abbiamo mangiato salsicce, patate e formaggio cucinate alla trappeur. Dopo cena ha cominciato a piovere ma era una pioggerella finissima. Prima di coricarci, però, é cominciata una pioggia quasi temporalesca. Hanno fatto rifugiare i ragazzi che rimanevano scoperti sotto un grande telo che era retto dagli alberi. La notte è stata lunga, piovosa e fredda. In quelle ore ho ricordato l’alluvione, solo che al capo eravamo sotto un tetto.
La mattina è arrivata Sofia, una ragazza del Ladispoli 2 che stava nella mia pattuglia, completamente bagnata. Per la colazione ci hanno fatto salire nel luogo chiuso dove hanno servito tè o latte al cacao.
Dopo la colazione siamo tornati al nostro sottocampo, dove abbiamo provato ad accendere dei fuochi (che non si sono accesi perché andavamo avanti a corteccia).
Vista la situazione ci hanno fatto mangiare i panini e poi ci hanno fatto risalire per fare la messa.
Qui finisce questa piccola avventura. Secondo me è stata un esperienza indimenticabile ma sono rimasta un po’ delusa dal tempo: oh, su 5/6 uscite che abbiamo fatto UNA SOLA è stata senza pioggia, ma che vento!!!!!!!!
Auguro a tutti i novizi un’esperienza simile (magari meno bagnata).
Giulia V.

Campetto di Campeggiatore
Il 28 e il 29 marzo ho partecipato ad un campetto di specialità a Casamari, quello di campeggiatore. Appena arrivati, hanno segnato i nostri nomi su un grande quaderno dove elencavano la specialità scelta e i nomi di chi vi partecipava. Poi ci hanno accompagnato fino ad un campo dove c'era un grande cerchio di apertura. Aspettando l'arrivo degli ultimi ritardatari, abbiamo fatto diversi bans e giochi. Quindi ci hanno diviso in gruppi per specialità e ci siamo avviati verso i rispettivi campi. Arrivati al nostro abbiamo fatto una veloce presentazione di tutti i partecipanti e dei capi campetto, ci hanno dato dei libricini con le speigazioni di quello che deve sapere un buon campeggiatore, poi ci hanno diviso in numeri da 1 a 5. A seconda del numero si doveva formare di un diverso gruppo. Eravamo Aquile, Fantastici Quattro, Draghi, Innominati (a causa di un nome impossibile da ripetere) e Alpini. Questi gruppi dovevano fare una gara per vincere un misterioso premio finale.
All'inizio abbiamo raccolto legna e pigne per accendere il fuoco con i diversi metodi che ci hannoi nsegnato, poi ci hanno chiamato, un gruppo alla volta, per spiegarci come si costruiva un rifugio di emergenza. Ci abbiamo messo un bel po, dal pomeriggio fino all'ora di cena! A proposito di cena, ci hanno insegnato diversi metodi per cuocere il cibo sul fuoco. Dopo una bella scorpacciata, abbiamo ultimato i nostri rifugi e poi, dopo una preghiera collettiva, ci siamo avviati nei nostri rifugi, divisi in maschi e femmine, per dormire. Purtroppo per noi, ha iniziato a piovere. Sembrava che fosse una pioggerella passeggera, invece è durata fino al giorno dopo e si è trasformata in una tempesta. I nostri rifugi non hanno resistito e solo crollati e noi eravamo tutti fradici. Così i nostri capi, in piena notte, hanno dovuto costruire un altro grande rifugio e spostare gli zaini per farci spazio. Eravamo zuppi ed infreddoliti, tanto che il mattino dopo una ragazza se ne è andata. Per fortuna la mattina dopo è stata meno piovosa e abbiamo fatto colazione al chiuso. Tornati al nostro campetto, ci siamo messi in uniforme ed abbiamo iniziato a fare delle gare per arrivare a vincere il premio. Ci siamo impegnati moltissimo e, dopo pranzo, dopo esserci preparati, ci hanno detto il nome dei vincitori: i Fantastici Quattro. I premi non erano un granchè, ma erano fatti per non dimenticare quella esperienza. Poi hanno dato a tutti dei fogli verdi con su scritto che avevamo partecipato a quel campetto. Poi siamo tornati al campo dove si era svolto il cerchio di apertura, abbiamo posato gli zaini sotto i portici e siamo andati a Messa, dopodichè abbiamo fatto un ultimo cerchio di chiusura del campetto mentre arrivavano i genitori per portarci a casa. Ci siamo salutati e ci siamo avviati sulle auto per tornare a casa. E' stata una esperienza traumatizzante per quella pioggia, ma mi sono divertita tanto.
Chiara A.

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